Qualche settimana fa ho realizzato e postato qui e sui miei social un millefoglie allo zabaione. Dato che la curiosità sulla pasta sfoglia è stata tanta, ho deciso di dedicare un post intero in cui condivido un po' dei miei appunti personali che ho raccolto con il tempo sperando di fare cosa gradita a chi capiterà in questa pagina per informarsi sull'argomento. Ho provato a raccogliere e dividere tutto per punti, per risultare il più chiara possibile.
A fine post vi lascio due ricette di sfoglia, una classica e una mista.
Preparatevi una tazza di tè, perché questa volta il post è davvero lungo da leggere, ma secondo me molto interessante per capire un po' di più su questa preparazione base che non si può non apprezzare!
Buona lettura!
Come prima cosa mi preme sottolineare un concetto che io davo per scontato, ma che a quanto pare non lo è per tutti: la pasta sfoglia non è un lievitato. Fra gli ingredienti che la compongono non c'è il lievito, inoltre non è un prodotto che ha bisogno di una grande formazione di glutine perché da cotta non deve essere soffice e morbida come una brioche, ma molto croccante e friabile.
In cottura sì, tende a lievitare, ma per un altro motivo che spiegherò più avanti.
Per iniziare vorrei soffermarmi e dire due parole sui singoli componenti che si lavorano insieme per poter ottenere la pasta sfoglia. Sono pochi ma tutti ugualmente importanti!
1. INGREDIENTI.
Gli ingredienti della pasta sfoglia sono pochi: farina, acqua e burro. Possono esserci delle varianti, ma gli ingredienti fondamentali sono questi. In aggiunta possiamo avere sale, zucchero, latte in polvere e malto (che conferiscono ulteriore sapore e colore alla sfoglia).
- LA FARINA: la farina perfetta per la realizzazione di una pasta sfoglia deve avere una forza media (circa 230/260W), poco agglutinata. Se si scelgono farina con forze maggiori riuscirà ugualmente un buon prodotto leggero ma sarà molto meno croccante, a causa dell'elevato glutine che si andrà a formare nella lavorazione. Più il W è alto, più glutine si formerà, meno croccante risulterà il prodotto finale.
Nel caso in cui abbiate in casa farine con W più alti, potete usarle miscelandole a della farina 00 (metà e metà).
- L'ACQUA: la quantità di acqua può variare a seconda del potere di assorbimento della farina utilizzata. Solitamente si usa un 50% di acqua sul peso della farina.
Una variante che io amo particolarmente usare è sostituire parte dell'acqua con del vino bianco o del Martini Dry. La parte alcolica evaporando in cottura conferisce una resa finale della sfoglia ancora più croccante.
L'acqua è un ingrediente fondamentale per la pasta sfoglia, è grazie all'evaporazione in cottura che si formano i diversi strati, le sfoglie, tipiche di questa preparazione.
La lavorazione di questi ingredienti, uniti come già detto in precedenza anche da un po' di sale, zucchero, latte in polvere e/o malto, vanno a costituire il PASTELLO, primo elemento della pasta sfoglia.
- IL BURRO: il burro è il vero protagonista di questa preparazione, e va a costituire (da solo o insieme ad una parte di farina) il PANETTO.
Per sfogliare io preferisco utilizzare (parlando di ambiente casalingo) un burro bavarese, prodotto per centrifugazione invece che per affioramento, è più plastico e si presta di più ad essere sfogliato. Quello italiano prodotto per affioramento solitamente è meno plastico e tende a spezzarsi nella lavorazione molto più del burro bavarese se accidentalmente sbagliamo di pochi gradi le temperature di lavorazione.
Perciò la sfoglia per essere preparata ha bisogno di due componenti:
- IL PASTELLO, un impasto formato da farina, acqua, eventuale sale, zucchero, malto, latte in polvere.
- IL PANETTO, un impasto formato dal burro o dal burro e da una parte di farina rubata al pastello.
IL PASTELLO si può lavorare in 3 modi diversi:
- per poco tempo, in questo modo si formerà poco glutine e si otterrà una sfogliatura molto croccante ma leggermente irregolare.
- per molto tempo, in questo modo la sfogliatura sarà più regolare ma mano croccante.
- con aggiunta di burro, anche in questo caso rubato dal panetto, in questo modo si avrà una consistenza più solida e si lavorerà con più facilità nel momento in cui si dovranno fare le varie pieghe. La sfoglia con la presenza di burro all'interno del pastello viene chiamata SFOGLIA MISTA.
IL PANETTO si può fare plastificando il burro in planetaria da solo o aggiungendo una parte di farina rubata a quella del pastello che lo rende un pochino più semplice da lavorare a mano (massimo 30% di farina su kg di burro).
Come si plastifica il burro? Si taglia a pezzetti, si mette in planetaria (insieme ad eventualmente la farina) e lo si lavora quanto basta per renderlo plastico, ossia ben lavorabile, ma non troppo morbido. In questo modo li si potrà stendere fra due fogli di carta forno e fargli assumere una forma rettangolare di altezza di 1.5 massimo 2 cm.
Esistono per i professionisti in commercio i panetti di burro già stesi in placche e pronti per essere incassati all'interno dei pastelli.
2. PROCEDIMENTO.
Una volta realizzate le due componenti, bisogna iniziare a lavorarle insieme. La particolarità della pasta sfoglia è quella di avere due impasti che pur lavorati insieme non si amalgamano fra di loro ma rimangono due componenti separate fino alla cottura.
La prima operazione che si fa nel procedimento della pasta sfoglia è L'INCASSO DEL PANETTO all'interno del pastello. Esistono vari metodi per incassare il panetto, per quello che solitamente utilizzo io si procede in questo modo: si stende il pastello in maniera rettangolare, si pone il panetto al centro del rettangolo (l'altezza del burro deve essere di pochissimo più grande rispetto all'altezza del pastello) e si chiudono le estremità verso il centro, facendole aderire senza sovrapporle.
Una volta incassato il panetto, si iniziano a dare le pieghe. Parlando di pasta sfoglia fatta in casa, io solitamente incasso il panetto e dò subito la prima piega, poi faccio riposare il tutto in frigorifero per 30 minuti, procedo con la seconda piega e faccio di nuovo riposare 30 minuti, e ripeto allo stesso modo fino alla quarta e ultima piega.
Esistono DUE TIPI DI PIEGHE:
- LA PIEGA A 3: si stende la sfoglia a rettangolo, e si chiudono le due estremità a portafoglio, portando perciò verso il centro la prima estremità, e poggiandoci sopra la seconda. Con questa piega si otterranno 3 strati.
- LA PIEGA A 4: si stende la sfoglia a rettangolo, si porta la prima estremità ad 1/3 rispetto alla lunghezza del rettangolo, e si porta la seconda estremità ai restanti 2/3, facendola ad aderire alla prima estremità senza che si sovrappongano. Infine si piegherà di nuovo la pasta in 2, ottenendo così 4 strati.
La classica successione di pieghe che si danno solitamente è 3 - 4 - 3 - 4: con questa sequenza si avranno 144 strati ( 3 x 4 x 3 x 4 ).Ma nulla vieta di dare quante e quali pieghe si preferiscano.
Un numero elevato di pieghe daranno una sfoglia friabile e poco alta, mentre una sfoglia con poche pieghe risulterà più elastica con una lievitazione più alta e irregolare. Tutti questi effetti possono accentuarsi o meno anche a seconda dell'altezza con cui si lavorerà la pasta sfoglia nel momento in cui si fanno le pieghe: se si stenderà in maniera più sottile e si avranno di conseguenza pieghe con strati più sottili la sfoglia finale sarà più bassa e friabile per effetto di una maggiore fusione fra panetto e pastello, al contrario risulterà più alta.
Una volta formata la pasta sfoglia, si hanno più possibilità:
- si può fare riposare una o due ore in frigorifero, stenderla e cuocerla subito.
- si può lasciare il panetto 2/3 giorni in frigorifero avvolto dalla pellicola trasparente, poi stenderlo e cuocerla.
- si può congelare il panetto e lasciare in freezer per svariate settimane. Nel momento del bisogno basterà tirare fuori dal freezer il panetto e farlo congelare in frigorifero prima di stenderlo e cuocere la sfoglia.
3. COTTURA.
Immaginando di rivolgermi principalmente a coloro che prepareranno la sfoglia a casa, mi soffermerò sulla cottura che io faccio nel forno di casa.
Io cuocio la sfoglia a forno ventilato, ad una temperatura che varia dai 180° ai 200°C, a seconda della grandezza della sfoglia che si andrà a cuocere.
Pezzi piccoli: forno alto per poco tempo.
Pezzi grandi: forno basso per più tempo
Affinché lo sviluppo in cottura risulti il più regolare possibile (nel caso in cui volessimo realizzare ad esempio un millefoglie), è bene procedere in questo modo: la sfoglia tirata va poggiata su una teglia foderata con carta forno, va bucherellata, e sopra di essa vanno aggiunti un altro foglio di carta forno e un'altra teglia. In questo modo la lievitazione risulterà bella regolare grazie al peso della teglia superiore.
MA PERCHE' LA SFOGLIA LIEVITA IN COTTURA?
La lievitazione della sfoglia è una pura reazione fisica: l'acqua contenuta nell'impasto evapora verso l'alto e ne solleva le pieghe, rese impermeabili dal grasso del burro stratificato: in questo modo si formano gli alveoli tipici della sfoglia.
- CARAMELLARE LA SFOGLIA.
Per caramellare la sfoglia si può utilizzare sia lo zucchero semolato che lo zucchero a velo.
A seconda della tipologia di zucchero usato, si avrà una caramellizzazione diversa: più rustica utilizzando lo zucchero semolato (perché non si riuscirà mai a distribuirlo in maniera omogenea sulla superficie della sfoglia e avrà bisogno di più tempo per sciogliersi totalmente), più omogenea e lucida utilizzando lo zucchero a velo.
Una volta che la sfoglia è stata cotta per 3/4 di tempo, ha iniziato a prendere colore ma non è ancora troppo ambrata, io la tiro fuori dal forno e la cospargo di zucchero, finendo così la cottura senza il rischio che si cuocia troppo e diventi troppo scura.
- IMPERMEABILIZZARE LA SFOGLIA.
La sfoglia essendo un prodotto secco e croccante teme l'umidità del frigorifero e delle creme. Per questo motivo per far durare di più la sua croccantezza è consigliabile impermeabilizzarla, spennellandone la superficie a contatto con le creme con del burro di cacao sciolto o eventualmente del cioccolato.
Per concludere questa parentesi teorica, vi lascio una lista delle attrezzature e ingredienti che possono rendere più semplice la realizzazione di una buona pasta sfoglia fatta in casa:
Di seguito vi condivido le due ricette di sfoglia: quella classica e quella mista che è la mia preferita ed è quella che realizzo il 99% delle volte.
PASTA SFOGLIA CLASSICA.
PANETTO:
- 500 g burro
PASTELLO:
- 500 g farina sfoglia
- 250 g acqua
- 10 g sale
- 10 g zucchero
PASTA SFOGLIA MISTA.
PANETTO:
- 150 g farina 00
- 350 g burro
PASTELLO:
- 350 g farina sfoglia
- 150 g burro
- 5 g sale
- 5 g zucchero
- 3 g malto
- 100 g acqua
- 50 g vino bianco o Martini Dry
Per il panetto misto, plastificare burro e farina insieme. Stendere il tutto fra due fogli di carta forno in un rettangolo alto 1.5 / 2 cm. Porre in frigorifero a riposare un'ora.
Per il pastello impastare insieme in planetaria con il gancio tutti gli ingredienti per circa 5 massimo 7 minuti.
Fare riposare a una decina di minuti a temperatura ambiente coperto, poi o mettere in frigorifero a riposare per una notte, o procedere nel realizzare la sfoglia.
Incastonare per prima cosa il panetto all'interno del pastello e dare la prima piega a 3. Fare riposare 30 minuti in frigorifero e dare la seconda piega a 4. Fare riposare altri trenta minuti e procedere con la terza piega a 4. Fare riposare altri 30 minuti e procedere con l'ultima piega a 4.
A questo punto fare riposare una o due orette in frigorifero prima di stendere la sfoglia e utilizzarla per ciò che volete: millefoglie, cannoncini, salatini, e così via.
In alternativa, come già detto, lasciare il panetto in frigorifero per 2/3 giorni prima di usarlo, o congelarlo.
Nel prossimo post, invece, vedrete il suo utilizzo specifico all'interno di un dolce, forse due.
Intanto vi consiglio di prepararlo e conservarlo in frigorifero se ci riuscite: è sempre una dura lotta cercare di non finirselo tutto a cucchiaiate!
Buona lettura!
BIG NEWS DELL'ULTIMA ORA!
Amazon mi ha dato la possibilità di creare una vetrina per voi, in cui inserire tutti i prodotti che uso e/o che ritengo utili per chi mi segue. Spesso mi viene chiesto: "ma dove trovo questo prodotto? Ma dove trovo questo stampo?" e spesso non tutti (me compresa) hanno la possibilità di fare ordini esorbitanti di prodotti. Sono in tantissimi però che hanno l'abbonamento Prime, e non pagano le spese di spedizione su migliaia di prodotti, anche spendendo 5 euro. Io ho Prime da anni, e da anni compro suppellettili e prodotti che uso per i miei dolci soprattutto su Amazon. Perciò ho creato una vetrina divisa per categorie in cui ho racchiuso centinaia di prodotti che trovate giornalmente nelle mie foto e nei miei dolci. La vetrina è in costante aggiornamento, ogni qualvolta troverò prodotti interessanti li aggiungerò nelle varie categorie.
Ho deciso di racchiudere anche prodotti per la casa in generale e per gli animali domestici, perché sui social tratto anche argomenti un pelo diversi dalla pasticceria.
E' doveroso aggiungere che per ogni ordine che effettuerete all'interno della mia vetrina, Amazon mi addebiterà una piccolissima percentuale sulla vendita, che io utilizzerò esclusivamente per far crescere la qualità delle foto e di tutti i contenuti che creo, sia qua che su Instagram.
Vi ringrazio anticipatamente qualora deciderete di sostenermi.
SE NON HAI PRIME PUOI FARE L'ABBONAMENTO ANNUALE CLICCANDO QUI (e vederti anche un sacco di film e telefilm bellissimi, oltre ad avere le spedizione gratis su tutti gli ordini).
INGREDIENTI:
- 500 g nocciole (o qualsiasi altra frutta secca vogliate)
- 250 g zucchero semolato
PROCEDIMENTO.
DOVE E COME SI USANO I PRALINATI IN PASTICCERIA?
Oltre a venire utilizzati in purezza, i pralinati vengono impiegati anche come vero e proprio ingrediente per la creazione di creme, bavaresi o cremosi, bisquit, allo stesso modo di come si usa la pasta pura di frutta secca ma con la differenza che il pralinato è dolce perciò la ricetta sarà ribilanciata: non potete sostituire una pasta di frutta secca con un pralinato senza tenere conto che quest'ultimo ha al proprio interno molto zucchero.
Vi lascio qui il link per acquistarlo ad esempio su Amazon: basta cliccare sulle scritte qui sotto e verrete reindirizzati sulla pagina per acquistarli.
PREMESSA.
DOVE ACQUISTARE GLI STAMPI MICROFORATI.
COME INSERISCO LA FROLLA NEGLI ANELLI.
COSA UTILIZZO SOTTO ALL'ANELLO PER LA COTTURA?
SI DEVONO IMBURRARE?
CHE VANTAGGI SI HANNO NELL'UTILIZZARE GLI ANELLI MICROFORATI RISPETTO A DEGLI ANELLI NORMALI?
COME SI FA A RENDERE REGOLARI I BORDI DELLA CROSTATA SE IN COTTURA SI ROVINANO UN PO'?
DIFFERENZE/PROBLEMI CHE HO RISCONTRATO PERSONALMENTE.
Ho deciso di pubblicare un post che pensavo potesse risultare abbastanza banale ma in realtà non lo è, data la quantità di domande che mi sono arrivate su Instagram riguardo a questo argomento. Non a tutti piace decorare un crostata o una torta di frutta nel modo in cui lo faccio io. A molti piace dare creare cerchi concentrici o rispettare regole di simmetria molto precise. A me piace fare così. Me lo hanno insegnato a scuola, in realtà è una tecnica che rispetta per un 50% regole ben precise, e per un 50% il gusto personale per l'estetica del dolce. L'avevano chiamata la tecnica del a caso ma non a caso, e sinceramente non riesco a trovare un nome che la spieghi meglio di così.
Se volete vedere altri esempi fotografici di crostate o torte di frutta decorate in questo modo, seguitemi su instagram cliccando qui, e inoltre:
Se dopo aver letto i miei consigli realizzerete crostate seguendo questo tipo di regole, fatemelo sapere su Instagram taggandomi ed usando l'hashtag #acasomanonacaso. E magari seguite l'hashtag, per poter vedere tutte le varie crostate decorate!
Buona lettura!
- Attenzione alla quantità. Prima di iniziare a riempire la crostata con la frutta, lavarla bene e tagliarla. Una volta fatto, posizionarsi tutta la frutta davanti dividendola per bene a seconda del tipo, in modo da rendersi conto di quanta se ne ha a disposizione. Questo servirà per capire quanto distante iniziare a posizionare la frutta, per creare equilibrio alla vista e al gusto. E' importante che una volta tagliata a fette, ogni persona che assaggi la crostata abbia più o meno la stessa frutta, sia per quanto riguarda il tipo che la quantità.
- Come tagliare la frutta. Nel caso di frutti come pesche, albicocche, prugne, kiwi, lime, limoni, tagliare a fettine abbastanza sottili e di uno spessore uguale. Tagliare le fragole in quattro. L'ananas a fette e poi a triangolini. L'uva e le ciliegie a metà (se avete lamponi e more troppo grandi tagliare a metà anche quelli). Il resto della frutta io la utilizzo intera.
- Come iniziare. Iniziare a posizionare un solo tipo di frutto, in modo da creare una coerenza che darà equilibrio alla crostata. Solitamente io inizio a posizionare un tipo di frutto rosso, come more, lamponi o fragole. Raramente per iniziare utilizzo ribes o mirtilli, perché data la loro grandezza e forma, hanno una funzione ben precisa che scopriremo fra poco. Nel caso di una crostata tonda, posiziono il frutto distanziandolo partendo dal bordo, e continuo in maniera sfalsata creando una specie di spirale (non assolutamente regolare!). Nel caso in cui io abbia poca frutta di un tipo, solitamente inizio da quella, e la posiziono specularmente (vedi questa crostata: avevo solo 4 more, e le ho posizionate ai lati, specularmente).
- Lavorare per piccoli nuclei. Una volta posizionato il primo frutto, iniziare a porgli vicino altri due o tre tipi di frutti, facendo attenzione a posizionarli in maniera molto simile fra loro (ma non totalmente uguale!). Se ad esempio ho posizionato 4 more agli estremi del bordo della crostata, inizio a porre vicino ad ogni mora un pezzetto di fragola, e magari posiziono fra i due frutti un lampone, formando così una specie di triangolo. Continuo in questo modo fino a che i piccoli nuclei su cui sto costruendo la decorazione diventano man mano più grandi. Attenzione: non vogliamo una crostata che abbia la frutta tutta posizionata allo stesso modo, quindi sta al vostro buon gusto estetico posizionarla all'interno dei piccoli nuclei in modo che ad occhio ci sia equilibrio di forme e colori.
- La frutta tagliata a fette. Ci sono due modi per posizionare la frutta a fette, solitamente.
Il primo: prendendo tre/quattro fette e posizionandole affiancate ma sfalsate.
Il secondo (che è il modo in cui pongo spesso anche fragole e ananas): con una delle due punte rivolte verso l'alto, in modo che diano anche altezza e movimento alla crostata. - I frutti tappabuchi. I frutti tappabuchi sono i miei frutti preferiti. Si tratta dei mirtilli e dei ribes. Essendo frutti solitamente tondi e piccoli, servono sostanzialmente per tappare quei buchi che gli altri tipi di frutti accostati insieme di forme diverse, creano. Solitamente io li posiziono man mano che la crostata prende forma, e sono anche gli ultimi che inserisco quando tutta l'altra frutta è stata posizionata.
- Il colore della frutta. A seconda della stagionalità, le crostate di frutta avranno tonalità di colori diversi. In questa stagione (l'estate) i colori saranno tutti sul rosso/viola, ma a me piace molto utilizzare qualche fetta di lime verde per rompere la monotonia del colore.
Questo perché mi manca il tocco verde che dà il kiwi o l'uva d'inverno, che spezza la monotonia aranciata/rossiccia degli agrumi e del melograno.
Consiglio sempre di utilizzare frutta di stagione, anche se io stessa spesso fatico, perché una torta di frutta senza frutti di bosco non soddisfa il mio occhio allo stesso modo. Ma vi garantisco che anche i frutti autunnali/invernali creano sfumature interessanti, oltre che essere molto buoni al gusto. - Non solo frutta. Per rendere la torta/crostata di frutta ancora più bella, si possono utilizzare anche altri elementi, come fiori eduli, meringhette, decorazioni in cioccolato o anche erbe aromatiche come foglie di menta. Il concetto per posizionarli è lo stesso utilizzato per la frutta. In particolare, quando utilizzo anche le meringhe mi piace partire posizionando quelle, perché spesso poi sono le più difficili da mettere, data la forma e il colore. Mentre le erbe aromatiche e i fiori eduli consiglio di posizionarli alla fine, anche come tappabuchi.
In particolare per questa crostata potete trovare la ricetta della frolla qui, e la crema diplomatica qui.Sbizzarritevi e ricordate l'hashtag!
LA MIA FROLLA BASE: PER BISCOTTI E CROSTATE.
26/11/2018
Questo post credo che sia uno dei più aspettati da chi mi segue su Instagram. Ho deciso di scriverlo perché anche a me sarebbe piaciuto trovarne uno anni fa, per capire come realizzare una buona frolla quando ancora non avevo delle buone basi su quelle che sono le preparazioni base della pasticceria. In realtà questa è semplicemente la ricetta della frolla che utilizzo io per realizzare biscotti e crostate, ma penso che presto realizzerò anche un post più specifico e tecnico, per farvi vedere quanti tipi di frolle e lavorazioni esistono, perché questa non è l'unica ricetta che uso, ma ce ne sono anche altre che vado ad utilizzare se voglio altri tipi di risultati in termini di sapore e texture del biscotto.
Vi lascio a tutta la spiegazione e alla ricetta! Per tutte le domande potete scrivermi qui sotto, o su Instagram o per mail, come sempre.
Buona lettura!
CHE MATERIE PRIME E CHE ATTREZZATURA UTILIZZO.
Inizio con elencarvi ciò che secondo me fa la differenza nella realizzazione della frolla. In questo caso, io utilizzo una farina 00 (spesso ho la fortuna di avere una farina di cui conosco la provenienza), un buon burro (Lurpak) e delle uova di galline allevate a terra che compro in confezioni da 30 da un'azienda agricola del mio territorio. E' importante selezionare bene le materie prime che si usano, perché è da lì che parte quello che sarà il risultato finale.
Infine è importante anche avere un'attrezzatura idonea: conoscere bene il forno in cui si cuociono i biscotti è fondamentale, così come cuocerli valendosi dell'aiuto di qualche utensile facilmente reperibile sul web. Io utilizzo sempre, sia per la cottura di biscotti che per quella di crostate ma anche per i bignè un tappetino microforato che aiuta tantissimo ad uniformare la cottura e a far mantenere la forma ai biscotti. Penso che faccia davvero la differenza, non è detto che tutti la pensino così, ma nel mio caso lo trovo un ottimo alleato (e non sono pagata per dirlo!). Potete trovarlo qui.
ALCUNE NOZIONI UTILI.
E' difficile scrivere e omettere informazioni un po' più tecniche, anche se non sono lo scopo di questo post. Per ora basta sapere che esistono vari tipi di frolla e varie metodologie di lavorazione. Per quanto riguarda la frolla di cui sto parlando, è una frolla ricca e non ci vuole molto a capirne il motivo: la quantità di burro supera del 50% il peso della farina. Inoltre il metodo di lavorazione burro + zucchero + uova + farina è chiamato metodo classico.
INGREDIENTI:
- 300 g burro Lurpak Classico
- 250 g zucchero a velo
- 85 g uova
- 1 baccello di vaniglia
- 2 g sale
- 500 g farina 00
PROCEDIMENTO.
Una volta pronto, porlo nella planetaria insieme allo zucchero a velo, al sale e alla vaniglia. Iniziare ad impastare con il gancio a foglia, facendo amalgamare bene il tutto. Una volta amalgamati, aggiungere l'uovo precedentemente sbattuto, facendolo incorporare all'impasto. Infine aggiungere la farina: tutta in una volta, lavorando l'impasto in maniera veloce ed intermittente, per pochissimo tempo. Più si lavora l'impasto, più si formerà glutine e il prodotto finito risulterà elastico e gommoso, invece che croccante e friabile.
Formare infine con le mani un panetto compatto, e farlo riposare in frigorifero una notte. In questo modo lo zucchero entra in soluzione e il prodotto finale avrà una texture perfetta.
A questo punto potete utilizzare la frolla come più vi piace: dai semplici biscotti, alle crostate.
A seconda dell'utilizzo varia la cottura: dei semplici frollini li cuocio dai 10 ai 13 minuti in forno statico a 180°. Una costata con confettura, almeno 20 minuti, sempre 180° a forno statico.
Una volta sformati, fate raffreddare i biscotti (o gli altri tipi di prodotto) prima di toglierli dalla teglia.
BIGNE' CRAQUELIN.
13/11/2017
DOSI PER CIRCA 90 BIGNE'
PER IL CRAQUELIN:
- 50 g burro
- 60 g zucchero di canna
- 70 g farina 00
- 1 pizzico di sale
- (facoltativo) qualche goccia di colorante
PER I BIGNE':
- 125 g acqua
- 125 g latte intero
- 100 g burro
- 150 g farina
- 1/2 cucchiaino di zucchero
- 1 pizzico di sale
- 220 g uova (circa 4)
FROLLA INTEGRALE
15/05/2017
Spero sia una ricetta gradita e mi raccomando, se provate a riprodurla, fatemelo sapere o qui o su Instagram!
Ps. Sono in arrivo novità anche sul blog, continuate a seguirmi per scoprirle!
INGREDIENTI:
- 350 g burro
- 250 g zucchero di canna
- 4 tuorli
- 300 g farina integrale
- 250 g farina 00
- 1 pizzico di sale
- 1/2 scorza di limone
PROCEDIMENTO.
Per la cottura bianca serviranno dai 10 ai 15 minuti a 180°, mentre per cuocere una crostata ripiena, almeno 25/30 minuti a 180° (ma regolatevi comunque secondo il vostro forno!).




























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